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5 Stelle Giulianova, Trasparenza, partecipazione, condivisione.

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Ambiente

SI MONTEPULCIANO NO PETROLIO

19 Nov 2013 Scritto da Andrea Marà
Pubblicato in Ambiente

no petrolio si montepulciano

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IO LA MIA TERRA LA DIFENDO!

03 Ott 2013 Scritto da Andrea Marà
Pubblicato in Ambiente

logoCampagnaAntiTriv1 due

Entra nel vivo la campagna informativa degli attivisti del MoVimento 5 Stelle della provincia di Teramo denominata “IO LA MIA TERRA LA DIFENDO”. Dopo un incontro preliminare con i cittadini organizzato durante la “Prima Fiera della Ricostruzione”, evento del Movimento Cinque Stelle che si è svolto il 1 settembre u.s. a Montone di Mosciano Sant’Angelo (TE) con la partecipazione, tra gli altri, di Enrico Gagliano (Comitato abruzzese difesa beni comuni), di Mara Mucci (Deputato MoVimento 5 Stelle) e di Fabio Stella, il M5S abruzzese sta approfondendo le tematiche inerenti la ricerca di idrocarburi in Regione e la strategia da adottare per promuovere la sensibilizzazione della cittadinanza sui disastrosi effetti della “Strategia Energetica Nazionale”, che ha unilateralmente stabilito di declassare l’Abruzzo da “regione verde d’Europa” a “distretto minerario”. Prossimamente sarà dato il via a una raccolta firme in tutte le piazze dei comuni interessati, con l’obiettivo di esercitare una forte pressione nei confronti della classe politica, abituata a sottovalutare i reali interessi dei cittadini e troppo sensibile agli appetiti delle lobbies internazionali, come quelle petrolifere. La concessione “Colle dei Nidi”, che investe una vasta area del territorio teramano, è il primo permesso di ricerca rilasciato dopo l’approvazione della S.E.N. (strategia energetica nazionale) Clini-Passera. E’ quasi concluso anche l’iter di molte altre concessioni che interessano quasi il 40% del territorio regionale. Invitiamo tutti i portatori di interessi e i nostri rappresentanti politici a non strumentalizzare l’argomento lavorando, in modo demagogico e speculativo, sulla coscienza dei cittadini fiaccati dalla crisi economica ed elencando presunti vantaggi occupazionali in cambio delle concessioni per la ricerca e la coltivazione di giacimenti di idrocarburi. I vantaggi che deriverebbero da scelte di questo tipo sarebbero di gran lunga inferiori agli svantaggi che saremmo costretti a sopportare, come insegna la Val D’Agri, in Basilicata, una terra fortemente compromessa dal punto di vista economico, ambientale e sanitario. Ogni attivista del M5S regionale è pronto a una battaglia democratica e senza quartiere contro chi vuole mettere le sue mani sporche di petrolio sull’Abruzzo.

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A noi il fumo...il bio-arrosto a chi??? In evidenza

22 Mag 2013 Scritto da Andrea Marà
Pubblicato in Ambiente

inceneritore reset

I gruppi cittadini del movimento 5 stelle della provincia di Teramo invitano la cittadinanza e le istituzioni tutte a partecipare alla giornata di approfondimento sul tema delle centrali a biomasse che si terrà Sabato 25 alle 17.45 presso la Sala Consiliare del Comune di Mosciano Sant'Angelo

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Riperimetrazione della Riserva del Borsacchio: cui prodest? In evidenza

19 Giu 2012 Scritto da
Pubblicato in Ambiente

riserva-naturale-borsacchio

La Riserva Naturale del Borsacchio si estende prevalentemente nel territorio di Roseto degli Abruzzi, ma comprende anche una piccola parte di Giulianova, a ridosso della foce del fiume Tordino. Stiamo parlando di un'area protetta istituita dalla legge regionale n. 6 dell'8 febbraio 2005, il cui perimetro fu definitivamente approvato con la legge n. 34 del 1° ottobre 2007. Il 20 novembre 2010 il Sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro davanti alla 2° Commissione consiliare della Regione Abruzzo ha sostenuto che "l'inclusione nel perimetro della Riserva della parte sud del quartiere Annunziata non consente all'amministrazione di completare l'iter previsto dal Contratto di Quartiere (...)" ed ha posto l'accento sul "danno che verrebbe arrecato alla comunità giuliese" e sul "rischio di dover restituire al Ministero competente parte dei finanziamenti erogati" al fine di valorizzare la zona dal punto di vista urbanistico, ambientale e turistico.

Sono queste le motivazioni alla base della richiesta di riperimetrazione della Riserva Naturale del Borsacchio avanzata dallo stesso Sindaco alla Regione Abruzzo. Ma a questo punto è lecito chiedersi se un'area sottoposta a vincolo ambientale da un'apposita legge regionale possa rappresentare un ostacolo per un'amministrazione comunale che intenda riqualificare un'area degradata oppure se dietro la tanto sbandierata riperimetrazione si celino gli interessi di uno sparuto gruppo di costruttori che persegue l'obiettivo di cementificare una delle pochissime zone del litorale teramano dove ancora non si è costruito.

Insomma dietro l'intento di rendere turisticamente appetibile la zona a ridosso del fiume Tordino si celano gli interessi di pochi costruttori del tutto insensibili alle tematiche legate alla tutela dell'ambiente, sempre presenti in Consiglio regionale quando si è discusso della riperimetrazione della Riserva del Borsacchio. La questione del completamento dell'iter previsto dal Contratto di Quartiere per la riqualificazione dell'Annunziata è un falso problema sbandierato dall'amministrazione comunale giuliese (e non solo) per avere qualche argomento in più a favore della riperimetrazione della riserva.

Infatti ogni riserva ha un suo Piano di Assetto Naturalistico (PAN) che regola la gestione del territorio che ricade al suo interno, in tal senso si è già stabilito (legge regionale n. 34 del 1° ottobre 2007) che i Comuni di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova avrebbero dovuto predisporre il PAN della Riserva del Borsacchio da sottoporre al vaglio del Consiglio regionale subito dopo aver ricevuto dalla Regione la considerevole somma di 230.000 €, ma purtroppo ciò non è avvenuto, anzi le sopraccitate amministrazioni hanno fatto di tutto per bloccare gli effetti del PAN, procedendo alla lottizzazione di 50.000 metri quadri di territorio posto all'interno della riserva.

Quindi si poteva benissimo procedere con l'attuazione dell'iter richiesto dal Contratto di Quartiere approvando e rendendo operativi gli effetti del PAN e, qualora si fosse posta la necessità di approvare opere di riqualificazione richiedenti modifiche lesive delle condizioni imposte dai vincoli ambientali, avrebbero potuto presentare in Regione un semplice emendamento alla legge istitutiva della Riserva.

Inoltre non va sottovalutato l'allarme lanciato dalle colonne de "Il Corriere della Sera" dalla scrittrice Dacia Maraini (http://borsacchio.blogspot.it/2011/12/corriere-della-sera-dacia-maraini-in.html), la quale metteva in guardia i lettori riguardo gli appetiti della Medoil gas S.p.A, società che effettua scavi nelle profondità marine per la ricerca di idrocarburi che già dal 2006 ha iniziato a richiedere alla Regione Abruzzo permessi al fine di effettuare ricerche di tal natura.

In ultimo è doveroso segnalare che la Deliberazione Legislativa n. 113/5 dell'8 maggio 2012, con la quale si intendono sottrarre alla Riserva i 2/3 di fascia costiera e una parte di pineta litoranea con le foci del torrente Borsacchio e del fiume Tordino è tornata di recente all'ordine del giorno del Consiglio regionale (16/06/2012). Noi prima di protestare e gridare allo scandalo senza riempire la protesta di contenuti vi chiediamo e ci chiediamo: cui prodest?

La Riserva Naturale del Borsacchio si estende prevalentemente nel territorio di Roseto degli Abruzzi, ma comprende anche una piccola parte di Giulianova, a ridosso della foce del fiume Tordino. Stiamo parlando di un’area protetta istituita dalla legge regionale n. 6 dell’8 febbraio 2005, il cui perimetro fu definitivamente approvato con la legge n. 34 del 1° ottobre 2007. Il 20 novembre 2010 il Sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro davanti alla 2° Commissione consiliare della Regione Abruzzo ha sostenuto che “l'inclusione nel perimetro della Riserva della parte sud del quartiere Annunziata non consente all'amministrazione di completare l'iter previsto dal Contratto di Quartiere (…)” ed ha posto l’accento sul “danno che verrebbe arrecato alla comunità giuliese” e sul “rischio di dover restituire al Ministero competente parte dei finanziamenti erogati” al fine di valorizzare la zona dal punto di vista urbanistico, ambientale e turistico. Sono queste le motivazioni alla base della richiesta di riperimetrazione della Riserva Naturale del Borsacchio avanzata dallo stesso Sindaco alla Regione Abruzzo. Ma a questo punto è lecito chiedersi se un’area sottoposta a vincolo ambientale da un’apposita legge regionale possa rappresentare un ostacolo per un’amministrazione comunale che intenda riqualificare un’area degradata oppure se dietro la tanto sbandierata riperimetrazione si celino gli interessi di uno sparuto gruppo di costruttori che persegue l’obiettivo di cementificare una delle pochissime zone del litorale teramano dove ancora non si è costruito. Insomma dietro l’intento di rendere turisticamente appetibile la zona a ridosso del fiume Tordino si celano gli interessi di pochi costruttori del tutto insensibili alle tematiche legate alla tutela dell’ambiente, sempre presenti in Consiglio regionale quando si è discusso della riperimetrazione della Riserva del Borsacchio. La questione del completamento dell’iter previsto dal Contratto di Quartiere per la riqualificazione dell’Annunziata è un falso problema sbandierato dall’amministrazione comunale giuliese (e non solo) per avere qualche argomento in più a favore della riperimetrazione della riserva. Infatti ogni riserva ha un suo Piano di Assetto Naturalistico (PAN) che regola la gestione del territorio che ricade al suo interno, in tal senso si è già stabilito (legge regionale n. 34 del 1° ottobre 2007) che i Comuni di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova avrebbero dovuto predisporre il PAN della Riserva del Borsacchio da sottoporre al vaglio del Consiglio regionale subito dopo aver ricevuto dalla Regione la considerevole somma di 230.000, ma purtroppo ciò non è avvenuto, anzi le sopraccitate amministrazioni hanno fatto di tutto per bloccare gli effetti del PAN, procedendo alla lottizzazione di 50.000 metri quadri di territorio posto all’interno della riserva. Quindi si poteva benissimo procedere con l’attuazione dell’iter richiesto dal Contratto di Quartiere approvando e rendendo operativi gli effetti del PAN e, qualora si fosse posta la necessità di approvare opere di riqualificazione richiedenti modifiche lesive delle condizioni imposte dai vincoli ambientali, avrebbero potuto presentare in Regione un semplice emendamento alla legge istitutiva della Riserva. Inoltre non va sottovalutato l’allarme lanciato dalle colonne de “Il Corriere della Sera” dalla scrittrice Dacia Maraini (http://borsacchio.blogspot.it/2011/12/corriere-della-sera-dacia-maraini-in.html), la quale metteva in guardia i lettori riguardo gli appetiti della Medoil gas S.p.A, società che effettua scavi nelle profondità marine per la ricerca di idrocarburi che già dal 2006 ha iniziato a richiedere alla Regione Abruzzo permessi al fine di effettuare ricerche di tal natura. In ultimo è doveroso segnalare che la Deliberazione Legislativa n. 113/5 dell’8 maggio 2012, con la quale si intendono sottrarre alla Riserva i 2/3 di fascia costiera e una parte di pineta litoranea con le foci del torrente Borsacchio e del fiume Tordino è tornata di recente all’ordine del giorno del Consiglio regionale (16/06/2012). Noi prima di protestare e gridare allo scandalo senza riempire la protesta di contenuti vi chiediamo e ci chiediamo: cui prodest?
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